Ortodossia e Ortoprassi in Biodanza - Il blog della Scuola Biodanza Liguria IBF - SBL Scuola Biodanza Liguria IBF

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Ortodossia e Ortoprassi in Biodanza

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[image:image-1]ORTHOS – DOXIA/PRAXIS
Estratto dell'intervento di Raul Terren (succeduto alla presidenza IBF dopo la morte di Rolando Toro) durante la parte teorica della formazione: “Albero dei desideri”. Bologna, giugno 2010.

(NdR - Trattasi di una trascrizione di prima mano nella quale è stata riportata la stessa modalità espressiva del relatore che è di lingua spagnola)

La Biodanza è stata creata da Rolando Toro. Tutto quello che ha fatto è stato bene, anche lui cambiando, ma per noi tutto quello che ha fatto è Biodanza.
Per esempio lui ha fatto il Progetto Minotauro e per noi va benissimo – se qualsiasi altra persona avesse creato il progetto Minotauro  nessuno avrebbe accettato.
In questo senso Rolando Toro è per noi quello che è giusto in Biodanza, quello che è corretto. Per questo c'è un nome che è: ORTHOS. Orthos è quello che è corretto, giusto, e per noi quello è Rolando Toro. Dall’altra parte esce un’altra parola che è ORTHO–DOXIA: Ortho è quello che è corretto, Doxia, in greco significa opinione, discorso.  La Ortodoxia  è una opinione di qualcun altro su quello che è Ortho, cioè corretto.
Dunque normalmente noi identifichiamo ortodossia con Orthos ma c’è una altra parola, molto interessante che è Orthos-Praxis. Orthos è quello che è giusto, corretto, Praxis è l’azione.
Doxia è opinione, dottrina, credenza. Ortopraxis sarebbe azione, pratica, comportamento, cose fatte…condotta.
Dunque la Doxia, che è una opinione, un insieme di credenze, è qualcosa che viene dopo quello che è giusto, non è lo stesso.
Ora, è molto importante altrimenti nessuno sa che cosa è corretto.  Allo stesso tempo, e questa è una dinamica nella quale vanno assieme, la Ortopraxis è la pratica di quello che è corretto, di quello che è giusto.
Se noi andiamo a Rolando Toro, in un senso lui ha cominciato attraverso la Praxis non ha cominciato con la Doxia, ha cominciato facendo azione, facciamo questo, questo non va, facciamo quell’altro…e lui ha fatto questo fino alla morte.
Per questo per noi è anche un problema perché tutti quelli che hanno fatto parecchi stage con Rolando sapevano che una volta faceva una cosa, un’altra volta faceva un’altra, altra volta tornava alla prima - perché lui “è da sempre il creatore” e stava nell’azione. Se noi abbiamo avuto la fortuna di fare con lui tante volte, abbiamo un pò cura, attenzione  nel dire quello che è giusto a differenza di chi ha lavorato una volta con Rolando e dice “questo è giusto perché l’ho fatto con Rolando Toro”. Ed è vero, la persona potrebbe morire con questa idea, dicendo questo.
Perché è vero? Perché in realtà ci sono tante praxis che sono vere: in questo senso chi ha conosciuto Rolando sa che una volta faceva in un modo e un’altra faceva un po’ differente e per lui andava bene lo stesso. Le diverse pratiche possono essere giuste (orthos). Tanti anni dopo aver cominciato a fare questo, Rolando Toro ha cominciato ad organizzare una dottrina, degli scritti di Biodanza parlando e definendo quello che è orthos

Domanda:mi serve una precisazione: ortopraxis che per lui è partito dall’azione e poi ha trasformato in doxia? Io interpreto così, non so se sto capendo bene, la praxis può  essere trasformata in doxia perché ha funzionato? O perché è stata sperimentata sul campo?Quello che lui ha fatto, prendiamo per esempio una sincronizzazione, ha visto che questo a un certo punto nelle persone produceva qualcosa che è durato nel tempo poi si è evoluto, perché? Allora  poi è andato in doxia?”

Raul: “ Si è andato in doxia, è giusto”.
In realtà ci sono state altre persone, cominciando da persone nel nord est del Brasile,  che hanno organizzato gli scritti di quello che era buono di  Rolando e poi, la persona che ha fatto il lavoro migliore è stata Eliane che ha fatto tanti sforzi  per sistematizzare quello che è orthos.
Allora, qual’è il tema? Che nessuna doxia può inglobare tutto quello che è orthos, perchè sta in cambiamento. Anche Rolando faceva in una maniera o in un’altra. Doxia è un riferimento essenziale, altrimenti non saremo dove siamo, ma non può per sé prendere tutta la totalità di quello che è giusto e quello che sta aperto alla praxis – questo era Rolando – qualcuno può dire che Rolando non era ortodosso, è vero Rolando non era ortodosso, era Orthos.
Doxia siamo noi altri che diciamo: “questo ha fatto Rolando”.
Senza questo (doxia) non possiamo fare niente ma questo da solo  può lasciare fuori tante altre possibilità di Rolando Toro.
Anche questo è il tema di altre persone, come Sergio, come me, come tanti altri, che dopo tanti anni che stiamo lavorando, naturalmente sorge una pratica che è corretta. Tante volte, dopo, Rolando la prendeva e la faceva e tutti dicevano “ah, è Rolando Toro”.  Veronica, forse la persona più fedele a Rolando che io conosca  ha passato la sua vita ad entrare in questa dinamica di Ortopraxis, perché era la dinamica di suo padre, e tutti quegli esercizi li dava a Rolando – quando Rolando li faceva erano Orthos.

Con attenzione… il nuovo insegnante (che è meglio che rimane qui tanti anni) per avere questo ha bisogno di anni di pratica dove sorge (come succede ad esempio in questo stage dell’albero dei desideri) una idea nuova di fare un insegnamento, dopo tanti anni di pratica.
Allora questa idea può essere scritta in Ortodoxia o no?





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